A chi si rivolge

NUCLEI ALZHEIMER GREEN PARK

La patologia di Alzheimer, accanto ai sintomi cognitivi, presenta, quasi costantemente, disturbi comportamentali di vario genere, che contribuiscono significativamente a rendere complessa la gestione del malato e del suo nucleo familiare.
I nuclei Alzheimer della Residenza Te di Green Park si configurano come strutture protette, prive di barriere architettoniche e di elementi d'arredo che potrebbero rappresentare un pericolo per il paziente, in grado di ridurre il senso di spaesamento che affligge questi malati, e, al contempo, come ambienti ricchi di stimoli e di servizi, che vengono offerti non solo al paziente, ma anche al suo intero nucleo famigliare.
L’obiettivo è garantire agli ospiti dementi, affetti da importanti turbe del comportamento, le necessarie condizioni di protezione e di sicurezza e, allo stesso tempo, ritmi di vita e stimoli “riabilitativi” adeguati alle loro ridotte capacità cognitive e funzionali.

I nuclei accoglieranno anche ospiti con ricoveri temporanei, finalizzati ad offrire alle famiglie opportuni momenti di sollievo ed operare un tentativo di recupero di margini di autosufficienza o di controllo di problematiche comportamentali di recente insorgenza.
Il personale sarà altamente specializzato e specificatamente formato, in grado di fornire un supporto psicologico ai caregiver ed effettuare una riabilitazione mirante a rallentare il declino cognitivo e funzionale, controllare i disturbi del comportamento e compensare le disabilità causate dalla malattia, in modo da garantire il raggiungimento della migliore qualità di vita possibile.
Presso i nuclei Alzheimer di Green Park si porrà molta attenzione soprattutto alle terapie non farmacologiche, che, pur non sostituendole quelle farmacologiche, permettono una diminuzione del 25/30% del carico dei farmaci che viene somministrato al paziente.

Musicoterapia

Grazie ad un know how maturato in 15 anni in una delle altre strutture del Gruppo Mantova Salus, presso i nuclei Alzheimer di Green Park sarà attivato il servizio di musicoterapia. Nel 2001 l’America Accademy of Neurology ha, infatti, indicato la musicoterapia come una tecnica per migliorare le attività funzionali e ridurre i disturbi del comportamento nel malato di Alzheimer. Ciò è possibile perché la musica è una via di accesso privilegiata per contattare l’animo dei malati, che, nonostante il deterioramento cognitivo dovuto alla malattia, preservano intatte certe abilità e competenze musicali fondamentali (intonazione, sincronia ritmica, senso della tonalità).
Gli approcci musicoterapici sono volti ad integrare funzioni cognitive, affettive, fisiche ed interpersonali, utilizzando tecniche attive e ricettive.
 
La musica, però verrà utilizzata anche in senso fisico vibrazionale, attraverso una innovativa “SENSORY ROOM”, all’interno della quale si troverà, appunto, un letto vibro acustico musicale. Se, infatti, è ormai noto che la musica può essere utilizzata in senso terapeutico, meno conosciuto è il fatto che, oltre ad avere un’azione emotiva, possiede anche una funzione fisiologica sull’essere umano. L’onda sonora può attraversare i corpi fisici e, tramite la vibrazione, investe gli oggetti provocando un movimento che viene tecnicamente chiamato “effetto di risonanza”. In questo modo la terapia vibro acustica agisce su tutte le fasce muscolari e sulle connessioni nervose, riequilibrando le tensioni e donando alla persona una migliore reattività.
I recenti studi scientifici hanno dimostrato come le basse frequenze, non solo possano ridurre i sintomi della malattia di Parkinson, ma utilizzate anche su malati di Alzheimer riducono i disturbi del comportamento (apatia, agitazione, ansia, panico e aggressività) e migliorano di molto le relazioni tra i familiari, gli operatori sanitari e l’ospite. Questo “abbraccio sonoro distensivo” rappresenta un altro importante tassello all’interno del percorso teso alla ricerca di un reale benessere per il malato di Alzheimer.

l’Horticultural Therapy

In questo contesto si inserisce l’Horticultural Therapy, ossia la cura dell’orto. I nuclei saranno dotati di giardini/orto recintati, assolutamente sicuri, arredati solo con piante commestibili e con percorsi anulari e senza costrizioni, che consentiranno al paziente di muoversi in piena sicurezza su una pavimentazione in gomma anti trauma.
I benefici di questa pratica non finiscono qui: si va ad agire sulla “sick building sindrome”, il disturbo da ambiente chiuso, che spesso è presente in coloro che, per motivi di cura, di sicurezza o di instabilità motoria, trascorrono la quotidianità in un luogo con pochi spazi aperti.
L’orto-terapia comprende l’attività nel o con il verde, che va dal giardinaggio alla coltivazione di piante e di ortaggi, ma effetti positivi si possono avere anche con la cura di una singola pianta da interno.
 
Questo tipo di attività permette la stimolazione del tatto, dell’udito, dell’olfatto e della vista. Pensiamo, ad esempio, al benessere psico-fisico derivante dall’osservare alberi e fiori oppure dall’annusare delle specifiche piante aromatiche. Fondamentale, soprattutto durante i primi stadi della malattia, è stimolare la motricità fine: l’orto-terapia è una pratica vincente anche per questo obiettivo.
L’Horticultural Therapy è utile non solo per l’aspetto cognitivo e motorio: numerose ricerche evidenziano una diminuzione dei disturbi comportamentali e una diminuzione del vagabondaggio, il cosiddetto “wandering”, tra coloro che soffrono di Alzheimer o altro tipo di demenza, che hanno praticato la suddetta terapia.

Terapia del Treno

Al centro del giardino sarà posizionato un gazebo, per le attività al coperto ed al riparo dal sole, e sarà riprodotto uno scompartimento di un vecchio treno, per la c.d. “Terapia del treno”, che trasforma lo spazio in un contenitore di momenti relazionali e affettivi.
Il viaggio diventa uno strumento terapeutico in grado di agire sui disturbi comportamentali del paziente affetto da demenza, ma anche il mezzo per stimolare i rapporti.
Il viaggio, infatti, è relazione, è incontro, è un rituale che facilita i momenti di socialità fra Operatori, Ospiti e i loro Familiari.

Altre terapie

  • Terapia della Bambola, in grado di favorire l’attivazione della memoria, grazie alla sua valenza simbolica in grado di evocare la maternità o la paternità del Paziente. La Bambola diventa il Bambino da accudire, curare, guardare, stringere e assume una valenza terapeutica favorendo l’attenuazione di gravi disturbi comportamentali.
  • Arteterapia, somministrata attraverso dei Laboratori Espressivi che coinvolgono piccoli gruppi (massimo 4 persone) composti da Pazienti, Care-Giver e Familiari. Il laboratorio offre ai partecipanti la possibilità di stimolare la propria creatività, di sperimentare una gamma differenziata di materiali artistici, così da esprimere e rielaborare sentimenti, pensieri, ricordi, attraverso il linguaggio non-verbale dell’arte visuale e plastica.
  • Terapia cognitiva, orientata al benessere complessivo della Persona affetta da demenza. Lo scambio dinamico e collaborativoche si instaura, durante le sessioni terapeutiche, tra Operatore e Paziente e fra Paziente e Paziente ha come effetto quello di riattivare le competenze residuee rallentare la perdita funzionaledelle abilità cognitive, migliorando così l’autostima della Persona.

NUCLEO DEDICATO ALL’ACCOGLIMENTO DI PAZIENTI IN STATO VEGETATIVO

La persona in stato vegetativo, dopo un lungo e impegnativo percorso sanitario, si trova in una situazione personale clinica stabile, con funzioni vitali autonome, anche se spesso necessita di nutrizione, con sondino naso-gastrico o con la PEG, e di respirare tramite cannula tracheale.
Queste persone non sono in uno stato "terminale", e, se accudite con attenzione, possono vivere a lungo, anche se in assenza di interazioni con il mondo esterno.
Una volta raggiunta una condizione di stabilità clinica, la persona in stato vegetativo non è più da considerare "paziente o malato", ma piuttosto un soggetto con gravissima disabilità.

LE RISORSE UMANE DEDICATE

Le figure professionali che operano all’interno del nucleo interagiscono in modo da produrre un lavoro multidisciplinare e non una semplice sequenza di atti e compiti.
Il medico responsabile del nucleo si è fatto carico di periodici incontri con il personale infermieristico ed assistenziale, finalizzati al raggiungimento di un’assistenza specifica modulata sulle effettive necessità dei pazienti, mentre lo psicologo funge da punto di contatto tra il lavoro dell’equipe e i bisogni ed i vissuti dei familiari.
 
L’equipe comprende:
  • Il medico, presente tutto il giorno dalle ore 8.00 alle 18.00 nei giorni feriali e dalle ore 8.00 alle ore 13.00 nei giorni festivi e prefestivi; inoltre il medico di struttura è reperibile anche di notte. Garantisce i programmi assistenziali e si occupa di altre problematiche che possono sopraggiungere, oltre a redigere e aggiornare la documentazione relativa ad ogni persona ricoverata.
  • L'infermiere è presente per tutte le 24 ore. La funzione principale dell'infermiere è quella dell'assistenza sanitaria: identifica i bisogni e si organizza per la soddisfazione di questi lavorando in équipe e partecipando alla redazione dei Piani Individuali Assistenziali. Collabora sia con il medico che con le altre figure che ruotano intorno all'Ospite. È il fulcro del passaggio delle consegne e mantiene rapporti con i familiari.
  • L'O.S.S., presente per tutte le 24 ore, è una figura importantissima nell'équipe, in quanto partecipa all'identificazione dei bisogni della persona ricoverata. È preposto all'assistenza di base: dall'igiene del corpo e benessere fisico psichico e sociale alla cura dell'ambiente. Riferisce qualsiasi alterazione dello stato di salute degli Ospiti all'infermiere. Garantisce la corretta postura a letto, così da evitare posizioni viziate che possono aumentare la spasticità muscolare, come da indicazione fisioterapica. 
  • Il fisioterapista prende in carico la persona da assistere, controlla gli aspetti posturali, imposta, per tutti i pazienti, programmi di riabilitazione passiva di mantenimento al letto e, in talune occasioni, effettua cicli di riabilitazione respiratoria. Il fisioterapista svolge anche attività educativa per il personale socio-sanitario ed è responsabile di tutta la strumentazione a lui affidata, dei presidi elettromedicali, degli ausili assegnati ai degenti e del mantenimento in buono stato degli stessi.
  • Lo psicologo ha un  rapporto privilegiato con i familiari: si adopera all'ingresso (primo colloquio-incontro) per raccogliere le informazioni necessarie ad avere un quadro sia della persona sia del contesto familiare, per poi programmare degli incontri a scadenza fissa con i familiari stessi. Tali incontri hanno il compito sia di sostenere e monitorare la tenuta psicologica della famiglia, sia di motivarne l'adesione agli eventuali progetti assistenziali e riabilitativi. La psicologa, infine, guida un gruppo di auto-aiuto per i familiari degli ospiti in stato vegetativo, partecipandovi in qualità di facilitatore della comunicazione.
  • Gli assistenti sociali sono di supporto nello svolgimento di pratiche burocratiche, quali l’attivazione dell’AdS o Tutore, o piccoli acquisti.

LA GESTIONE DEI PAZIENTI

I pazienti in SV accolti presso la Residenza Te vengono accuditi sia da un punto di vista strettamente assistenziale, che da quello psico-educativo.
Tutti i pazienti, infatti, dopo le adeguate cure igieniche, vengono mobilizzati 2 volte al giorno su carrozzine bascula e condotti nel salone polivalente del reparto. In questo modo si evita l’isolamento anche dei familiari, che, stando insieme, possono condividere sensazioni ed esperienze ed essere di aiuto ai nuovi arrivati.
Una volta alla settimana viene eseguita MUSICOTERAPIA in reparto, cui partecipano passivamente tutti i pazienti e, spesso, anche molti familiari.
 
Gli educatori attuano un progetto di “STIMOLAZIONE SENSORIALE”, finalizzato a realizzare un momento di benessere, creando un clima accogliente e sereno, con un sottofondo musicale, che aiuti il rilassamento e la distensione muscolare, accarezzando l’ospite su mani e viso con creme e olii.
 
Gli psicologi, come sopra accennato, hanno istituito un gruppo di auto aiuto per i familiari: “SO-STARE CON LE EMOZIONI”. Quando la malattia, la sofferenza, la disabilità entrano in una famiglia la cambiano profondamente. Nei familiari che devono affrontare un percorso assistenziale di un paziente neurologico grave sono stati rilevati sentimenti quali: ansia, depressione, paura, smarrimento, sfiducia e rabbia, ma soprattutto solitudine. Da qui l’esigenza di un gruppo di ascolto rivolto alle famiglie dei malati per ovviare alle grandi difficoltà che queste persone devono affrontare e per migliorare la loro qualità di vita. Gli obiettivi del progetto sono quelli di condividere le emozioni personali, favorire la consapevolezza e l’accettazione del quadro clinico attuale, ridefinire il proprio ruolo all’interno del nucleo familiare e ridurre il disagio psicologico.
 
La stretta collaborazione con gli specialisti delle altre Strutture del Gruppo Mantova Salus permette, inoltre, di avere consulenze in reparto, limitando gli accessi ospedalieri dei pazienti solo a casi eccezionali o in caso di riacutizzazioni delle patologie.

NUCLEO DEDICATO ALL’ACCOGLIMENTO DI PAZIENTI AFFETTI DA SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA

IL PROGETTO

  All’interno della nuova Residenza Green Park, un nucleo sarà destinato a chi è affetto da malattie neuromuscolari, in particolare SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica).
L’obiettivo che ci si prefigge è migliorare la qualità di vitadelle persone prese in carico, fornendo loro e alle famiglie un supporto clinico, assistenziale e psicologico che risponda ai bisogni globali.
Un approccio multidisciplinare, basato su una concezione della cura che mette al centro l’interesse della persona e le sue esigenze complessive, per offrire ai malati ed alle loro famiglie l'opportunità di una presa in carico completa, efficace e partecipata del bisogno, con una risposta professionale di qualità eccellente, accessibile e prossima al proprio ambiente di vita e relazione.

Gli obiettivi primari, sebbene vincolati dalla storia naturale e, di conseguenza, dal mutare dei bisogni, sono quelli di:
·       preservare il più a lungo possibile il massimo dell’autonomiae della partecipazione familiare e sociale
·       contrastare l’aggravamento dei segni
·       prevenire le complicanze non auspicabili
·       intervenire dove possibile per indurre modificazioni di funzione e, dove non sia possibile, attuare compensi efficaci e supplenze
·       guardare al percorso riabilitativo come allo strumento che accompagni e sostenga le persone e le loro famiglie nelle scelte della vita quotidiana, rallenti l’evoluzione della disabilità e migliori la qualità della vita.

Le funzioni motorie, cognitivo-comunicative, la sfera psicologica, l’ambito socio-relazionale saranno i contesti dell’approccio multidisciplinare che si intende creare, anche tramite l’inserimento dei Medici delle altre Strutture del Gruppo Mantova Salus e convenzioni con Centri di alta specialità.

La presa in carico multidisciplinare coinvolgerà specialisti e operatori delle aree di:
·       Neurologia
·       Pneumologia
·       Fisiatria
·       Otorinolaringoiatria
·       Psicologia clinica.

L’assistenza, infine, riguarderà anche la famigliae i caregiver, secondo le scelte del paziente nel rispetto delle linee guida delle patologie.

ACCOMPAGNAMENTO A DOMICILIO E RETE TERRITORIALE

Il progetto dovrebbe essere un esempio funzionale e funzionante di sussidiarietà orizzontale, di sinergia tra pubblico e privato e tra territorio e Strutture di ricovero, all’insegna di una politica di inclusione sociale.
La presa in carico presso Green Park dovrebbe avveniregià dalle prime fasi della malattia, quando il paziente è ancora in grado di vivere presso il proprio domicilio, con l’accompagnamento psicologico e l’offerta di un percorso riabilitativo comprendente trattamento motorio, occupazionale e respiratorio.
In questa fase un ruolo centrale sarà svolto dalla  figura di un’infermiera, ispirata alla nurse coachdel modello americano, specializzata nella gestione del paziente nel passaggio dall’Ospedale al territorio alla lungodegenza. Si tratta di una figura professionale che ha competenze tecniche assistenziali proprie di un infermiere, ma che ha anche competenze di case management e di tipo educativo-formativo, svolgendo funzioni di ascolto, di addestramento ai familiari o altri caregiver rispetto all’uso di pompe di infusione, ventilatori, aspiratori per le secrezioni, assistenti alla tosse, cateterismi, medicazioni e altro, verificando, poi, l’efficacia dell’addestramento e l’attuazione corretta delle manovre imparate.
Il nurse coach fungerà, infine, da raccordo tra il Centro specialistico, il MMG e la Struttura residenziale.
Il servizio di fisiatriavaluterà gli ausili già in dotazione, identificando eventuali modifiche o la necessità di nuovi ausili, provvedendo, quando possibile, anche alla prescrizione degli stessi. Il fisiatra, inoltre, attiverà programmi riabilitativi motori e/o occupazionali e si occuperà dell’approfondimento degli aspetti nutrizionali e della deglutizione.
Il supporto psicologicoal paziente ed alla famiglia, spesso impreparati ad accettare una diagnosi tanto impegnativa e spesso infausta, sarà integrato da indagini di tipo cognitivo-comportamentale.
Il servizio di assistenza sociale, infine, sarà, sin da subito, un importante supporto nell’illustrare i diritti legati alla grave disabilità e nel mostrare percorsi facilitati in cui si devono destreggiare le famiglie e i caregiver per ottenere accesso ai servizi forniti dal territorio.
Si darà, in questo modo, una risposta concreta ad un bisogno reale, purtroppo ancora poco soddisfatto sia a livello territoriale che regionale.

INSERIMENTO DEL PROGETTO NELLA RETE SOCIO SANITARIA REGIONALE

 La Regione Lombardia è stata la prima sul territorio nazionale a mettere in campo diverse forme di sostegno ai malati di SLA e ai loro familiari:
·       Assegno mensile di 500 euro per chi assiste in casa il malato
·       Voucher flessibile di 619 euro al mese per le cure domiciliari
·       Possibilità di uno o più ricoveri di sollievo fino a 90 giorni
·       Retta per il ricovero in strutture Residenziali a totale carico del FSR (€ 160,00/die).
 
Le principali problematiche assistenziali per i pazienti con SLA riguardano:
1.      Il livello di qualità della vita e l’impatto psicologico, per pazienti e famiglie, legato alla progressione della malattia
2.      Il livello di sicurezza clinica nelle fasi avanzate, legato all’efficienza e tempestività dei servizi, alla continuità assistenziale e alla costruzione di un sistema socio-sanitario "in rete", in particolare per persone in ventilazione meccanica
3.      Il costo di gestione della malattia.
 
Per questi motivi, l’inserimento di un paziente affetto da SLA in una struttura residenziale tradizionale, sia RSD che RSA, può risultare poco efficace, comportando, spesso, la necessità di ospedalizzazione - nella fasi di riacutizzazione o per la gestione delle complicanze -, che aumenta la spesa sanitaria e crea notevole disagio al paziente stesso e al caregiver.
 
Il presente progetto, anche in base alle considerazioni socio economiche sopra esposte, si prefigge:

1.     La presa in carico globale del paziente e della famiglia, fornendo anche un supporto per la capacità di adattamento psicologico alla diagnosi e alle progressive perdite dell’autonomia.

2.     La creazione di una rete assistenziale in grado di garantire una vera integrazione ospedale/territorio/struttura socio-sanitaria, assicurando l’intervento domiciliare per mantenere il più possibile la persona nel proprio contesto di vita, preservandone l’autonomia e ampliandone la libertà di scelta rispetto all’alternativa del ricovero. Ciò è reso particolarmente agevole grazie alla presenza, all’interno del Gruppo Mantova Salus, di tutte le tipologie di servizi: Ospedale per acuti, Ospedale riabilitativo, servizio ADI, servizio UCP-DOM, nucleo residenziale dedicato. Il tutto in grado di garantire, coerentemente con le più recenti disposizioni normative, un equilibrio tra l’assistenza erogabile e la libertà di scelta del paziente, consentendo a lui o al care giver scelte individuali e responsabili sugli aspetti assistenziali.
 
3.     La diffusione della cultura sulla SLA e la formazione specifica del personale sanitario e assistenziale.
 
L’assistenza territoriale di questa patologia necessita di una stretta integrazione tra il settore sanitario e quello sociale, dello sviluppo di servizi in rete e di una presa in carico globale della persona, che presenta bisogni complessi.

CARTA DEI DIRITTI DELLA PERSONA AFFETTA DA SLA

 Presso la Residenza Green Park gli operatori si prenderanno cura dei malati di SLA anche seguendo quanto prescritto nella loro carta dei diritti:
1)   Le persone affette da SLA hanno il diritto di ricevere cure e trattamenti di alta qualità, messi a disposizione dai servizi sanitari di appartenenza.
 
2)   Le persone affette da SLA hanno diritto a una corretta informazione e training sulla malattia che permette, sia a loro stessi sia a chi si occupa di loro, di giocare un ruolo attivo nell’aspetto decisionale su cura e assistenza.
 
3)   Le persone affette da SLA hanno diritto di scelta in merito a: operatori sanitari e assistenziali che forniscono cure e consulenze sanitarie, il luogo dove essere assistiti, il tipo di cura o assistenza forniti, incluso il diritto di accettare, rifiutare o interrompere la cura nel rispetto delle leggi vigenti in ogni singolo Paese.
 
4)   Le persone affette da SLA hanno la possibilità di fornire input al sistema sanitario e assistenziale, partecipando alle politiche decisionali, alle prestazioni sanitarie e all’attuazione di procedure e protocolli di ricerca medica.
 
5)   Le persone affette da SLA hanno il diritto alla miglior qualità di vita, che comprende la tutela della propria dignità e la cura della persona, senza alcuna discriminazione.
 
6)   Le persone affette da SLA hanno il diritto alla garanzia di riservatezza e di privacy in merito a referti e informazioni mediche.
 
7)   Chi si prende cura di persone affette da SLA ha diritto al miglior supporto possibile, inclusi servizi di assistenza psicologica, anche in caso di lutto, servizi di sollievo e qualsivoglia benefit e diritto offerto dallo Stato.

NUCLEO DEDICATO AI PAZIENTI POST ACUTI

I DESTINATARI DEL SERVIZIO

Il reparto di Cure Intermedie di Green Park accoglierà Persone provenienti direttamente dal domicilio, dall’ospedale o da tutti gli altri nodi della rete, di norma nella fase di stabilizzazione a seguito di un episodio di acuzie o di riacutizzazione. In particolare:

•  Persone che hanno bisogno di interventi specifici nella sfera sanitaria ed assistenziale, che non possono essere erogati al domicilio o non sono più compatibili con un ricovero in ospedale. Obiettivo della presa in carico diventano, quindi, il recupero e/o il raggiungimento di un nuovo compenso finalizzato alla dimissione verso il proprio domicilio o verso luoghi di protezione sociosanitaria (altre unità d’offerta della rete)
 
•  Persone che necessitano di un rientro a casa accompagnato e del sostegno nella scelta di ausili e presidi, nell’attivazione di reti di supporto e di osservazione medica,  infermieristica e fisioterapica.
 
• Persone che hanno bisogno di un recupero delle principali funzioni riabilitative e sociali per tornare a casa propria, sostenuti all’interno del loro nucleo familiare e di rete.
Come da normativa, i pazienti saranno suddivisi in profili di cura che si differenziano su quattro fondamentali aree di intervento: assistenziale, funzionale, clinica e sociale.

PROFILO 1 - utenti che evidenziano una prevalente esigenza di supporto assistenziale. Il profilo è caratterizzato da bassa complessità assistenziale e bassa intensività clinica.
 
PROFILO 2 - utenti che evidenziano una esigenza di supporto assistenziale accompagnato da un intervento di riattivazione e recupero funzionale. Il profilo è caratterizzato da media complessità assistenziale e bassa intensività clinica.
 
PROFILO 3 - utenti che evidenziano una prevalente esigenza di supporto assistenziale accompagnato da un intervento di riattivazione e recupero funzionale e media esigenza di supporto clinico. Il profilo è caratterizzato da alta complessità assistenziale e media intensività clinica.
 
PROFILO 4 - utenti che evidenziano esigenza di elevato supporto nell’area assistenziale, della riattivazione e del recupero funzionale e clinico (data la presenza importante di comorbilità). Il profilo è caratterizzato da alta complessità assistenziale e alta intensività clinica.
 
PROFILO 5 - utenti affetti da demenza già diagnosticata con disturbi del comportamento in atto, che necessitano di un elevato supporto nell’area assistenziale, di riattivazione e recupero funzionale, clinica e sociale e di figure professionali specifiche. Il profilo è caratterizzato da alta complessità assistenziale e alta intensività clinica.

IL PROGETTO

 All’interno della nuova Residenza Green Park, un nucleo sarà destinato alle Cure Intermedie, sarà, cioè, finalizzato a prendere in carico, assistere in regime di degenza, orientare ed accompagnare la Persona fragile e portatrice di bisogni complessi in area assistenziale, clinica e sociale.

Durante la degenza presso il Servizio di Cure Intermedie la Persona fragile sarà assistita per completare l’iter di cura, con l’obiettivo di farle raggiungere il miglior stato di salute e benessere possibile. Lo scopo finale è il reinserimento nel proprio contesto di vita o l’indirizzamento verso il servizio in grado di dare la risposta più appropriata al suo bisogno.
 
Gli interventi di assistenza, di riattivazione e recupero funzionale avranno, in particolare, le seguenti finalità:
·    ottenere il recupero potenziale funzionale del paziente dopo un evento clinico acuto e ottenere il migliore livello possibile di qualità della vita
·    Impostare un intervento diagnostico e terapeutico finalizzato alla stabilizzazione clinica della patologia - acuta, subacuta o cronica riacutizzata - fino a rendere possibile il rientro in ambito domiciliare o in Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA)
·    Iniziare l’intervento riabilitativo basato sulla formulazione di piani personalizzati di riabilitazione intensiva, associati e sostenuti da un’importante monitoraggio clinico-terapeutico
·    Programmare e pianificare la dimissione del paziente tramite valutazione del suo livello funzionale e delle risorse familiari e sociali e delle caratteristiche ambientali del luogo di rientro (ad esempio barriere architettoniche e adattamenti ambientali).

L’equipe del Servizio di Cure Intermedie sarà coordinata dal Care Manager, che è il punto di riferimento per i familiari, intrattiene i rapporti con le istituzioni e si relaziona con il MMG. Rimuove gli ostacoli, pianifica, attua un monitoraggio e valuta le opzioni e i servizi richiesti per soddisfare i bisogni di benessere dell’assistito; gestisce al meglio la comunicazione e i mezzi a di mezzi a disposizione, promuove la realizzazione e la qualità degli obiettivi prefissati. Il Care Manager è, sostanzialmente, un “facilitatore sociale”, una persona in grado di valutare i bisogni dei pazienti, pianificando, in base ad essi, l’assistenza ed i servizi appropriati, individuando i percorsi di cura idonei alle necessità assistenziali, sanitari e sociali della Persona.

Il Medicodel reparto Cure Intermedie proseguirà il percorso di cura intrapreso dai medici ospedalieri e definirà le nuove strategie di cura individuali, concordando con il MMG il Progetto Individuale e il Piano di Assistenza Individuale/Piano Riabilitativo Individuale, a garanzia della continuità di cura stessa.
La figura dello Psicologosarà fondamentale nel sostenere la persona assistita e la famiglia nel difficile momento dell’accettazione dei nuovi limitifisici imposti dall’evento acuto, tramite colloqui e l’applicazione di un programma di riabilitazione o mantenimento psico-sociale personalizzato.
Attraverso l’individuazione delle attività che la Persona era solita effettuare, infine, il Terapista Occupazionaleindividuerà le azioni più idonee al recupero dell’autonomia della Persona, supportandola anche nella scelta degli ausili più idonei al suo ambiente domestico.
Il canto,in particolare, verrà utilizzato come mezzo di comunicazione, strumento per ritrovare la voce quando anche articolare un semplice “ciao” si trasforma in un’impresa quasi impossibile. Le persone colpite da afasia, infatti, non riescono a parlare, ma riescono a cantareperché la musica e il linguaggio verbale non sono ubicati nello stesso emisfero cerebrale: il linguaggio è in quello dominante - maggiormente colpito durante ictus e patologie come ischemia, traumi o emorragie cerebrali -, la funzione musicale, invece, interessa soprattutto l’emisfero non dominante. L’attività di stimolazione della parola sarà svolta dal musicoterapeuta in collaborazione con il logopedista.
Per tutti i pazienti saranno redatti Progetti Riabilitativi Individuali, secondo un approccio multidisciplinare e interdisciplinare, ponendo particolare enfasi all’integrazione dei vari interventi: dall’inquadramento diagnostico all’individuazione dei bisogni specifici, oggetto dell’intervento riabilitativo, sino alla definizione dei programmi riabilitativi individuali improntati al recupero delle abilità residue ed al reinserimento nella vita sociale.

LE DIMISSIONI

La durata massima del ricovero in Cure Intermedie è 60 giorni, con la possibilità di prolungare la degenza di 15 giorni, nei casi di fragilità sociale riconosciuta.
La dimissione dalla Residenza Green Park sarà gestita in forma accompagnata, sia verso il domicilio che verso altri servizi della rete socio-sanitaria.
In caso di rientro al domicilio, in particolare, si attiverà sempre un Servizio Cure Intermedie Domiciliare per un minimo di 7 giorni, durante i quali sarà garantita una rivalutazione della Persona assistita nel proprio contesto famigliare e nel suo ambiente domestico.
L’obiettivo ‘UN PERCORSO VERSO CASA’ si realizzerà attraverso un Piano di Assistenza Individualizzato non solo riferito alla Persona, ma anche alla Persona nella specificità del proprio contesto abitativo e familiare.

Il piano assistenziale, condiviso con il MMG, definirà la tipologia degli operatori e la frequenza di cura.
Il Coordinatore del servizio domiciliare, in accordo con MMG e la Persona assistita, individuerà le figure professionali che interverranno nel raggiungimento degli obiettivi del percorso di cura e collaborerà nella definizione di nuove strategie di cura individuali al domicilio.
 
Nel dettaglio il Coordinatore si occuperà di:
• Verificare e supervisionare i piani di assistenza sanitaria Domiciliari

• Collaborare con il Case Manager per l’ammissione dei nuovi utenti nel percorso domiciliare

• Concordare la data di ingresso nel Servizio Domiciliare

• Svolgere funzioni di supporto agli operatori domiciliari

• Collaborare alla definizione del PAI (Piano di Assistenza Individualizzato), pianificando gli interventi e le verifiche periodiche

• Valutare i risultati ottenuti.

NUCLEO DEDICATO ALL’ACCOGLIENZA DI PAZIENTI IN VENTILAZIONE MECCANICA

IL PROGETTO

All’interno della nuova Residenza Green Park, un nucleo sarà destinato a pazienti in ventilazione meccanica.
L’intento è creare un ottimale percorso assistenziale, che nasca da un protocollo di dimissione ospedaliera condiviso ed efficace; l’impegno sinergico delle diverse professionalità sanitarie ed istituzionali, infatti, rappresenta il requisito indispensabile per concretizzare un adeguato approccio di cura ed assistenza.

Tale approccio tende a rendere il più precoce, naturale e sicura possibile la dimissione del paziente, con una presa in carico guidata tra centro prescrittore e struttura accogliente. In questo modo non solo si va incontro alle esigenze del malato, ma si riescono anche ad ottimizzare le risorse finanziare messe a disposizione dal SSR.
Lo scopo principale che ci si prefigge, comunque, è migliorare la qualità di vitadelle persone prese in carico, fornendo loro e alle famiglie un supporto clinico, assistenziale e psicologico che risponda ai bisogni globali.
 
Gli obiettivi sono:
·     Allungare la sopravvivenza del paziente
·     Migliorare la prognosi
·     Evitare il peggioramento dello stato di coscienza legato ad una insufficiente ventilazione polmonare
·     Ridurre al minimo il numero di riacutizzazioni della malattia e permetterne un controllo migliore e più efficace
·     Evitare i ricoveri ospedalieri per le riacutizzazioni della malattia, in particolare, i ricoveri in terapia intensiva
·     Permettere al paziente di avere una vita di relazione con rapporti sociali il più normale possibile
·     Migliorare la qualità del sonno
·     Offrire supporto psicologico al paziente e al care giver.
 
Nel nucleo lavorerà un’equipe formata da: medici, infermieri, fisioterapisti respiratori, logopedista, psicologa, assistente sociale, OSS, educatori.
Tutto il personale sarà altamente qualificato e fortemente motivato.

LA GESTIONE DEL PAZIENTE

Il momento dell’accoglimento nella nuova struttura rappresenta una fase delicatissima e molto critica.
In questa fase un ruolo centrale sarà svolto dalla figura del fisioterapista respiratorio, che fungerà anche da tramite con il Reparto ospedaliero inviante. Il suo ruolo è quello di trasmettere al resto dell’equipe le consegne sulle condizioni del paziente: aspetto respiratorio e gestione della ventilazione meccanica, rieducazione alla deglutizione e modalità di nutrizione, condizioni motorie e variazioni posturali. Il fisioterapista continua, poi, a seguire il paziente con adeguato programma di riabilitazione, occupandosi della gestione e manutenzione del ventilatore e accessori, nonché verificando l’avvenuta prescrizione degli ausili.
Le persone sottoposte a ventilazione meccanica sono sottoposte a un monitoraggio continuo, da parte del personale medico, allo scopo di avere sotto controllo completo la situazione e accorgersi di eventuali cambiamenti delle condizioni di salute dei malati.
In caso di necessità, il personale sarà in grado di far fronte alle numerose problematiche che si incontrano in questi pazienti: lesioni cutanee, vescica neurologica, nutrizione, gestione delle stomie, gestione della disfagia, difficoltà motorie, mal funzionamento del ventilatore.
 
Vi sono, inoltre, altri aspetti che non devono assolutamente essere trascurati:
·       La personalità del paziente, che deve essere motivato, ottimista e deve comprendere l'importanza di questa terapia a lungo termine
·       Il supporto dei familiari, che devono essere essi stessi motivati e collaboranti.
 
In entrambi i casi un ruolo fondamentale è rivestito dallo psicologo, che si adopera all'ingresso (primo colloquio-incontro) per raccogliere le informazioni necessarie ad avere un quadro sia della persona sia del contesto familiare, per poi programmare degli incontri a scadenza fissa con i familiari stessi. Tali incontri hanno il compito sia di sostenere e monitorare la tenuta psicologica della famiglia, sia di motivarne l'adesione ad eventuali progetti assistenziali e riabilitativi.
Un intervento multidisciplinare armonico, la capacità del paziente di contrastare angosce e stress, la capacità di cercare ottimismo nelle situazioni, l'ambiente familiare sereno e la collaborazione dei parenti sono tutti elementi fondamentali per la buona riuscita del percorso assistenziale.
 
I pazienti in ventilazione che saranno accolti presso la Residenza Green Park verranno accuditi non solo da un punto di vista strettamente assistenziale, ma anche psico-educativo.
Tutti i pazienti, infatti, dopo le adeguate cure igieniche, verranno mobilizzati 2 volte al giorno e parteciperanno a progetti creati appositamente per ciascuno di loro.
 
Le terapie non farmacologiche che verranno applicate sono:
 
·     MUSICOTERAPIA in camera, che spazierà dall’ascolto passivo alla creazione di canzoni in collaborazione con il malato.
 
·     STIMOLAZIONE SENSORIALE, finalizzata a realizzare un momento di benessere, creando un clima accogliente e sereno, con un sottofondo musicale, che aiuti il rilassamento e la distensione muscolare, accarezzando l’ospite su mani e viso con creme e olii.
 
·     Momenti di LETTURA di libri o giornali scelti dal paziente ancora cognitivamente conservato

·     FACILITAZIONE DELLA COMUNICAZIONE NON VERBALE, anche attraverso l’utilizzo di comunicatori o lavagne magnetiche
 
Dal punto di vista assistenziale si cercherà di ridurre al massimo il disagio che può derivare ai pazienti dalla gestione delle tracheotomie e delle PEG, provvedendo alla loro sostituzione direttamente in struttura, ad opera di personale medico adeguatamente formato. La stretta collaborazione con gli specialisti delle altre Strutture del Gruppo Mantova Salus permetterà, inoltre, di avere consulenze in reparto, limitando gli accessi ospedalieri dei pazienti solo a casi eccezionali o in caso di riacutizzazioni delle patologie.